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Nell’ambito delle iniziative offerte durante la Design Week 2026 a Milano, è stata presentata la mostra "War Rugs, Tappeti di Guerra", nei nuovi spazi polifunzionali di Concessionaria 23 in via Maiocchi 23, aperta al pubblico dal 17 aprile fino al 14 giugno.
L’esposizione è nata dalla interazione tra il progetto di Concessionaria 23, la passione e il sapere del collezionista Enrico Mascelloni e la curatela artistica di Giovanni Busacca. La mostra è accompagnata dal libro “War rugs - The nightmare of modernism”, edito da SKIRA nel 2010, libro che possiamo ritenere tra i più aggiornati e completi resoconti sui Tappeti di Guerra.
Lo spazio della galleria è ricavato in uno storico garage degli anni ’60 che mantiene il sapore industriale e le caratteristiche strutturali originali. Il percorso espositivo si snoda attraverso ambienti ariosi e luminosi e comprende anche spazi all’aperto che ospitano alcune installazioni. La mostra esplora il tema della guerra, tornato purtroppo di forte attualità, ed espone circa 40 tappeti di guerra appesi alle pareti o distesi sul pavimento, dove il loro forte impatto visivo si integra perfettamente nell’ambiente freddo e industriale che li circonda. I manufatti tessili si alternano a istallazioni e opere prodotte da artisti contemporanei che riprendono il tema del conflitto.

Uno degli ambienti dello spazio espositivo Concessionaria 23.
I tappeti di guerra godono di una notevole attenzione anche a livello internazionale e sono stati esposti in gallerie d’arte contemporanee e musei europei e americani per la loro originalità e per il linguaggio innovativo che ci riporta subito agli scenari di guerra e alla temperie vissuta da popoli in conflitto.
Gli esemplari esposti fanno parte della collezione di Enrico Mascelloni che ha iniziato la sua raccolta negli anni ’80 con innumerevoli viaggi in Afghanistan e in Pakistan, parlando con mercanti e tessitori e confrontando i manufatti reperibili nei mercati di tutta l’Asia Centrale. Alcuni sono di alta qualità e appartengono alla prima fase della loro produzione, che spazia dalla fine degli anni ’60 ad oggi, e sono stati fabbricati in Afghanistan e nell’area nordoccidentale del Pakistan.
Possiamo individuare diverse tipologie di tappeti in base ai soggetti raffigurati. Alcuni rappresentano grandi mappe del mondo o delle aree in guerra, con sequenze di veicoli militari e riquadri di bandiere (soggetto che ci ricorda le celebri "Mappe" di Alighiero Boetti).

Tappeti con raffigurazioni delle aree geografiche in guerra.
Un’altra tipologia ampiamente rappresentata è quella dei “Ritratti”, a volte circondati da armi, di personaggi storici come Amanullah Khan o di figure più contemporanee come il generale Dostum, corrotto signore della guerra. Tra i ritratti esposti compare anche quello del poeta Nazar Maraduf, nato nel 1282 in Turkmenistan.
Tappeto con triplice ritratto, realizzato probabilmente nel 2002: Hamid Kharzai, Ahmad Shah Masud, Muhammad Quasim Fahim.
Questi tappeti di carattere storico sono rari e hanno il loro prototipo più noto proprio nelle raffigurazioni tessili di Amanullah Khan, iniziate già negli anni ’20 e continuate fino agli anni ’70. Questo sovrano modernista vinse la III guerra anglo-afghana nel 1919, concesse il voto alle donne nel 1922 ed è il leader che gli afghani hanno amato di più fino all’avvento di Shah Masud.
Tappeto con il ritratto di Amanullah Khan.
La maggior parte dei manufatti esposti raffigura soggetti di potente simbolismo bellico, quali elicotteri, carri armati, fucili, missili, soldati e aerei, spesso allineati in interminabili file o affiancati gli uni agli altri in giochi geometrici specchianti, a volte inseriti in contesti urbani con monumenti, moschee e minareti.

Tappeto con moschea e persone in preghiera: il paesaggio è sovrastato da elicotteri.

Raffigurazione di armi, aerei, carri armati e simboli bellici.
Nella selezione eseguita dalla raccolta di Mascelloni sono stati scelti anche alcuni tappeti di minore qualità tecnica ma con un potente potenziale "pop", tra cui due manufatti che riproducono banconote di valuta americana, delle dimensioni di un tappeto di preghiera.

Tappeto di piccole dimensioni con la rappresentazione di una banconota americana.
L’esposizione è stata ben curata, integrando i manufatti tessili, principali protagonisti della mostra, con le opere contemporanee che l’accompagnano all’interno del contesto caratteristico e originale dello spazio espositivo, creando un percorso di visita piacevole e innovativo.

Tappeto di guerra con simboli bellici esposto sul cofano di una auto d’epoca.
Tutte le fotografie sono di Mila Bertinetti.