Le impugnature del kris - un'arte sconosciuta dell'arcipelago indo-malese

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Impugnatura in molare fossile di mammuth o elefante di tipo jawa demam

foto 1 - Impugnatura in molare fossile di mammuth o elefante di tipo jawa demam: potrebbe rappresentare il mitico uccello Garuda. Malesia.

articolo di Vanna Scolari - foto di Marco Briccola - collezione Ghiringhelli

Le impugnature del kris, l’arma per eccellenza dell’Arcipelago indo-malese, sono oggetti splendidamente scolpiti, cesellati o incisi e si possono senza dubbio considerare gioielli d’arte. Unici e fuori dai soliti schemi perché venuti alla luce nel grande e stupefacente crogiuolo del Sud-est asiatico, dove la cultura tradizionale propria di ogni luogo si è mescolata alla cultura indiana, islamica, cinese ed europea. La loro bellezza, originalità e mistero, la varietà delle forme e dei materiali ci immettono all’istante nell’antico respiro dell’Arcipelago, nella sua vita e nel suo spirito.  
Come il kris stesso nel suo insieme, ogni impugnatura ha un proprio potere, aumentato dal personaggio che rappresenta, dal materiale di cui è fatta e dai simboli o amuleti che porta. I materiali usati sono vari, preziosi, accuratamente scelti per essere in piena armonia con tutto l’insieme del kris: per primi i legni pregiati come il timoho (kleinhovia hospita), considerato il re dei legni, magico, con poteri protettivi a seconda dei motivi che appaiono sul legno; il kemuning  (murraya paniculata),  il preferito in Malesia, l’ebano il palissandro e altri.  L’artista-artigiano che la prepara, oltre all’elevato senso estetico, all’abilità di  scolpire, cesellare, incidere o sbalzare un’impugnatura, deve conoscere la tradizione, il simbolismo e il potere magico dei materiali che dovrà usare e non  può di certo dimenticare che la figura che rappresenta l’impugnatura è un mezzo, un ponte  per  rimanere in contatto con il mondo invisibile e con gli antenati, o che deve proteggere il kris stesso e il suo proprietario, o che la sua nudità e lunghi capelli  sono simbolo di  virtù e ascetismo, che la testa inclinata è simbolo delle tre grandi virtù molto apprezzate dagli indonesiani: pazienza, devozione e fermezza di carattere o che l’aspetto feroce e aggressivo di alcune figure, serve per tenere lontano i demoni.

foto 2 - Impugnatura in avorio marino (capodoglio, riconoscibile per la presenza di una caratteristica macchia a forma di occhio sulla base – in questo caso anche sulla parte superiore - dell’impugnatura), di tipo pekaka. Elemento in argento alla base ingentilito da un motivo floreale. Malesia.

foto 3Impugnatura in avorio finemente cesellato di tipo jawa demampunukan della zona di Palembang. Poggia su un elemento in argento e oro. Sumatra

foto 4 - Impugnatura di tipo jawa demam (il giavanese febbricitante) in Tridacna Gigas. È un materiale particolarmente pesante e di difficile lavorazione, associato all’universo femminile e considerato un simbolo di fertilità nel mondo Indo-Malese. Sumatra

foto 5 - Impugnatura tipica di Solo (Surakarta). Presenta le caratteristiche incisioni a forma di maschera (patra) e una piccola sporgenza (kluncung) sulla parte superiore. Giava centrale

foto 6- Impugnatura in avorio marino (probabilmente capodoglio) tipo Bhima,eroe del Mahabharata oppure rakshasa, demone, di Cirebon. Interessante notare il serpente intorno al collo della figura che ne denoterebbe l’origine shivaitica. Giava nord-occidentale.

foto 7- Superba impugnatura in avorio rappresentante Hanuman generale dell’esercito delle scimmie nel poema epico Ramayana. È cesellato in stile floreale e presenta spalline militari di stile occidentale a denotare il suo grado. Sul retro la lunga coda raggiunge la sommità del capo toccandone appena il diadema. Giava orientale.

foto 8 - Impugnatura in avorio marino di tipo janggelan a forma di pigna o pannocchia. Sulla parte anteriore reca un medaglione con la scritta in arabo “Non c’è forza né potenza se non per mezzo di Allah”. Madura

 

foto 9 - Impugnatura in argento rappresentante il Buta Nawasari (“demone”  dell’induismo balinese) su un trono a triangoli, tumpal. Con una mano sollevata tiene dietro la schiena un nagapuspa (fiore di Shiva o del Buddha Maitreya, il Buddha del futuro) o un mazzo di spighe di riso. Finemente cesellata e incastonata con pietre vitree e preziose. Bali.

foto 10 - Impugnatura scolpita in molare di elefante. Stando all’iconografia delle mani potrebbe rappresentare Bhima, con le unghie ad artiglio, mentre il laccio che regge con la sinistra parrebbe indicare Yama, dio della morte. Nella parte posteriore del capo porta il garuda mungkur, tipico talismano indonesiano. Bali.

foto 11- Impugnatura Bugis di Sulawesi in avorio marino istoriata con versetti del Corano; sulla testa, non visibile in foto: Allah, Muhammad;  nei quattro tondi il nome dei quattro califfi: Abu Bakr, Umar, Uthman, Ali; nel triangolo : “Muhammad, il saluto e le benedizioni di Allah su di lui”; nella riga in fondo ai versetti “Non c’è potenza né forza se non da Allah”; i versetti tutt’intorno corrispondono alla Sūrah 33: 56  che incomincia: "Sicuramente Allah e i suoi angeli benedicono il Profeta…" e alla Sūrah  9: 128 che incomincia : "Certamente un Messaggero è venuto da voi…".
Nella parte superiore interna è cesellato un volto umano. Sulawesi (Celebes).

Le impugnature fotografate poggiano su un batik tinto con il motivo parang rusak: l’espressione, erroneamente ritenuta bahasa indonesia è stata tradotta “spada spezzata”. In realtà si tratta della lingua di Giava, isola dove il motivo ha avuto origine, e significa “scogliera spezzata”. Essendo il motivo scelto dai reali per gli abiti formali sarebbe quindi un monito della caducità del potere temporale, la cui solidità è paragonata a quella solo apparente di tale formazione rocciosa.

 

The Indonesian Kris is a cultural masterpiece created by the forefathers of the Indonesian nation. Originally the Kris was a dagger of asymmetric and detailed design. The Kris was always more of a talisman than a functional weapon, and was worn by heroes throughout Indonesia’s history, up to and including the 1945-1950 fight for Independence. The Kris now has five functions: tradition, social function, art, philosophy, and mystical. Physically, the Kris is in the form of a dagger with a blade 15 cm to 50 cm. Long, sharp on both edges and at the point, broader and asymmetric in shape near the hilt, it is made of a combination of several kinds of metal. Kris blades, hilts, and sheaths are sometimes decorated and inlaid with gold, silver and jewels and thus used as costly gifts on state occasions. The making of a Kris involves many spiritual aspects, not only the practical ones of metal-working.

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- STUPPA Indonesia
- ICHCAP

The keris is synonymous with the Malay culture and way of life. The double-edged dagger is found within the Malay Archipelago. It is a traditional dagger, unique to Southern Thailand, Malaysia, Indonesia, Southern Philippines, and supposedly in the Cham areas of Cambodia. It was once used as a weapon, particularly useful for fighting in confined spaces, such as inside a building or in the jungle, where longer weapons would be most cumbersome. It is now more an object of reverence and respect. Today, it is a status symbol for Malay royalty and dignitaries.

Area: 
Sud-est asiatico
Data pubblicazione: 
29/12/2020