Giappone al Fuorisalone: come beneficiare della coesistenza con la natura

Stampae-mailPDF

  Collezione Wonderglass disegnata da Nendo

articolo di Arianna Ruffini

Cielo nuvoloso, luce soffusa, aria fresca e pioggia, così si chiude la settimana del Salone del Mobile a Milano. Allestita a palcoscenico e addobbata a tema, la metropoli che accoglie il Design italiano e internazionale mostra quanto un’occasione del genere possa nutrire il germoglio di un’innovazione in continuo sviluppo. Si tratta di una continuità resa possibile esclusivamente dalla condivisione di un ideale, ovvero la sostenibilità ambientale, perno attorno al quale ultimamente gravitano numerose campagne di sensibilizzazione e tema portante del Fuorisalone.
Nel contesto contemporaneo sembra essere ormai diffusa la consapevolezza che biodegradabilità, riciclo e riuso siano necessari per un benessere che possa migliorare il presente. Ma per migliorare il piano ambientale, così strettamente legato al contesto sociale e all’economia che regola entrambi, bisogna consolidare la certezza che gli atti sopracitati siano imprescindibili, e fare un passo oltre lo status quo sul quale ci si è adagiati nel corso dell’ultimo decennio.
La necessità di dare forma a delle risposte all’altezza della campanella d’allarme proveniente dall’ambiente che abitiamo è chiara. Il problema sono le modalità: come procedere?
L’ambito del design ha un’importanza primaria nella gestione dei nostri usi e, nonostante passi in secondo luogo, determina la possibilità di creare o disfare bisogni superflui. A questo proposito designers, architetti e artisti dedicano il loro lavoro alla trasmissione di idee innovative attraverso le loro creazioni e questa è la miglior cornice in cui un paese come il Giappone può inserirsi all’interno del Fuorisalone.
A darcene la ragione è il termine giapponese con cui viene definita la natura: shizen - 自然 - ovvero “essere così come si è da sé stessi”, a significare un’essenza che si crea da sé, una creazione in cui non vi è né mano dell’uomo, né di forze superiori. Viceversa, fin dall’antichità la forza superiore è considerata proprio la natura, attorno alla quale gravitavano riti finalizzati a propiziarsi il suo favore, fino a sfociare nello Shintō, il culto della natura che identifica come divinità alberi, monti, rocce, vulcani, cascate e fiumi.
Tuttora la cultura giapponese riconosce alla natura un ruolo centrale e apre le porte a fronti innovativi orientati all’ecoefficienza con proposte a basso impatto ambientale capaci di attrarre attraverso idee ed estetiche al contempo delicate e sorprendenti.

 Collezione Wonderglass disegnata da Nendo
Acqua 
In concomitanza con l’atmosfera piovigginosa del fine settimana del Fuorisalone, ci si immerge in una dimensione in cui l’artisticità della natura permette la creazione di un ambiente ad essa dedicato. L’artista e designer acustico Kuichi Okamoto organizza la sua installazione affidando alla pioggia, al suono che emette scorrendo e ai termini con i quali viene definita in giapponese, una centralità rilevante. “50 words for rain” è il titolo, motivato dalla presenza di più di cinquanta vocaboli utilizzati in Giappone per sottolineare le sfaccettature della pioggia. Oltrepassato un ingresso buio destinato a ricreare un’atmosfera boschiva si passeggia poggiando i piedi su una distesa di sassolini bianchi, e il rumore dei passi si fonde con il suono della pioggia, registrata dall’artista nell’area di Wakayama nel Kansai. Per avvicinarsi all’importanza affidata dalla lingua giapponese al fenomeno naturale, l’installazione presenta una parete bianca che mostra alcuni dei numerosi ideogrammi volti a definire la pioggia. Di fronte ad essa secchi in legno colmi d’acqua con cui i visitatori sono invitati a bagnare la parete, poiché solo in questo modo compariranno gli ideogrammi che definiscono la pioggia.
La casualità del ciclo naturale non è vista da tutti allo stesso modo, ma grazie a K. Okamoto e alla celebrazione dell’acqua che ci ha trasmesso, si percepisce chiaramente la prospettiva attraverso la quale ha modellato il suo messaggio: la pioggia è uno degli elementi casuali della natura, e in ciò si manifesta come una sorpresa, un dono.

Luce 
Sulla linea dell’atmosfera ricreata dal designer acustico, il Team 24:01 presenta la propria installazione mediante un ambiente che mira a riprodurre la sensazione di immersione in un bosco. Un sottofondo di timbri naturali e un messaggio: “落ち葉が舞う音を聞いて”, Ochiba ga mau oto o kiite: “ascolta il suono delle foglie che cadono fluttuando”. E in modo unanime, con la luce soffusa ci si abitua all’allontanamento da quella artificiale e ci si avvicina agli oggetti trasparenti in mostra, le uniche fonti luminose. Prendono forme che somigliano a rami, parti di corteccia, rocce e ognuno cristallizza il proprio nucleo composto da muschio, grumoli di terreno o piccole foglie. Assomigliano a gocce di rugiada e riproducono la condensazione della luce solare che filtra attraverso gli alberi, una luce che ci riporta a un forte sentimento di appartenenza alla terra.
Si tratta del piano di illuminazione di “BOSCAGE kariya OKUYUGAWARA”, che ha raccolto e trasmesso impressioni e ricordi con l’ausilio di un materiale acrilico che racchiude essenze che precedentemente appartenevano alla foresta, e che fa rinascere come oggetti trasparenti.

 Progetto boscage okuyugawara x Team 24:01
Forza di gravità 重力の力
In altri casi gli artisti sperimentano la capacità della forza della natura a contatto con il materiale d’uso. È questo il motore di “Shape of Gravity”, l’installazione allestita da Oki Sato (Nendo) per Wonderglass, compagnia che riunisce artigiani veneziani. La tradizione vetraria di Murano si fonde con l’arte dell’artista giapponese che raggiunge un esito felice nonostante l’impegno a infierire il meno possibile nell’elaborazione del creato.
L’idea è di affidare al flusso della forza di gravità la facoltà di modellare il vetro a partire dal suo stesso peso, così che è il materiale stesso a dirigere il processo di design. Il vetro sfuso, quindi, si modella attorno a delle lastre di acciaio che lasciano spazio al drappeggio naturale del materiale fuso, la a trama delle creazioni gioca con la luce creando un effetto di cristallizzazione, il materiale increspato sembra grezzo e segue delle linee naturali, proprio come il processo di creazione.

Legno 木材
Il Fuorisalone accoglie anche installazioni volte a presentare un progetto a lungo termine come quello di realizzare un edificio interamente in legno dell’altezza di trecentocinquanta metri entro l’anno 2041. L’obiettivo che si pone il Centro di Ricerca Sumitomo Silvicultura di Tsukuba (Sumitomo Forestry) è ambizioso, ma motivato dall’autoimposizione di una sfida: essa contempla l’elevazione del legno a portatore di valori ambientali residenziali.
L’installazione ha come titolo “Reevaluating Wood” (rivalutare il legno) e divulga la filosofia dell’azienda mettendo in mostra elementi modulari decorativi in sospensione ideati dai designers Kosuke Araki e Akira Muraoka. Viene incoraggiata una scelta responsabile dei materiali di cui ci circondiamo, evidenziando quanto questa possa influire su di noi, non sempre consapevolmente. Ma grazie alla ricerca del gruppo Innovazione Arborea è possibile approfondire le conoscenze sulle influenze psicologiche e fisiologiche del legno sull’essere umano. L’interesse cresce quando sulle bianche pareti dell’installazione, tra un elemento in legno e l’altro, si leggono i benefici che il legno ha su di noi, ad esempio le venature del legno poste sulla parete in direzione orizzontale sembrano dare vitalità alla nostra attività cerebrale, rendono i riflessi di luce più delicati per i nostri occhi e agevolano la rievocazione dei ricordi. Lo sapevate?
Oltre al materiale, che racchiude di per sé delle proprietà in grado di influenzarci, con l’artista “Chabumaro, Atelier66” il legno diventa tramite di veri e propri stati d’animo. Attraverso piccole sculture in legno di forma ovale, degli ometti in legno dipinti con pigmenti naturali e incisi in modo da creare un viso, un’espressione, viene evidenziata la variabilità dello stato d’animo. Le piccole sculture poste in una posizione mostrano un’espressione vivace, felice e soddisfatta, ma roteando l’oggetto lo stato d’animo cambia, e lo stesso viso scolpito sembra triste, ferito e deluso. L’artista ha ricercato una minuzia nel dettaglio del lavoro di scultura riuscendo a ricreare un effetto simile a quello dato dalla Gioconda di Leonardo Da Vinci, attraverso un’estetica che conferisce uno spirito profondamente umano a delle piccole sculture in legno.

 Progetto boscage okuyugawara x Team 24:01
Igusa イグサ
Sempre più diffuso è invece l’utilizzo dell’igusa, una varietà di giunco coltivato nelle risaie, essiccato, a volte tinto e successivamente intrecciato. È il materiale utilizzato per la creazione dei tatami, ma il progetto “Into the nature” ci mostra la varietà d’utilizzo della pianta, grazie alla quale nasce una nuova sensibilità che ci indirizza al rispetto e all’osservazione della bellezza naturale del Giappone e delle forme di vita che la terra ci offre. L’azienda ADAL mostra un repertorio di panche, pannelli modulari e poltrone ispirati ai motivi di cascate e rocce, che si riproducono in ondeggianti tatami e sofà che ricreano una piccola oasi di rilassamento dove respirare un’atmosfera di intimità.
Allestire gli interni richiamando l’ambiente naturale conferisce una delicatezza alla quale partecipano anche i fiori, che con i loro petali colorati affascinano e sublimano. Questo è il concetto di cui si occupa Green Wise attraverso “Stem”, un’esposizione in cui composizioni di fiori biologici ci ricordano quanto le loro forme espressive siano un’inesauribile risorsa naturale.

Il brand che invece pone l’accento sull’aspetto artistico della natura e affida ai singoli elementi naturali l’ispirazione per la realizzazione di opere d’arte in metallo è Ikimono. Attraverso la collaborazione tra Hiroaki Nishimura, architetto programmatore, e Stratasys, azienda specializzata nella stampa 3D, viene realizzata una serie di oggetti che riproducono le funzioni dei diversi elementi naturali. Aria, luce, acqua, campo magnetico e temperatura vengono espressi con sfere metalliche le cui venature riproducono l’essenza di ognuno di quegli elementi.

L’itinerario tra le modalità d’espressione degli artisti giapponesi che hanno portato il loro contributo al Fuorisalone di quest’anno evidenzia una chiara direzione comune: la coesistenza con la natura, oltre ad essere una condizione, è un’opportunità, una via che può giovare al nostro benessere e un dono che bisogna saper ricevere.

Arianna Ruffini

 

Area: 
Giappone
Data pubblicazione: 
26/06/2019